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Presentazione
del documento regionale
“La
Persona disabile – La presa in carico,
vita
autonoma e sistema dei servizi”
L’ANFFAS
Lombardia Onlus – La Caritas Ambrosiana
ed altre importanti associazioni, hanno realizzato e
sottoscritto un importante documento riguardante la vita della
persona disabile.
Il
documento è ad alto contenuto di diritti umani, morali, sociali,
culturali e legislativi, che chiedono solo di trovare persone
coraggiose e giuste, che si adoperino per l’applicazione delle
LINEE GUIDA in esso contenute.
Abbiamo
approntato una breve, ma significativa sintesi
del testo originale, che potrete leggere in questa pagina.
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| Una sintesi del
documento per i media
LA
PERSONA DISABILE: PRESA IN CARICO, VITA AUTONOMA
E
SISTEMA DEI SERVIZI
Documento
presentato a Milano nell’aprile 2004 – da AIAS Milano; ANFFAS
Lombardia Onlus; ANGSA Lombardia Onlus; Associazione La Nostra
Famiglia; Caritas Regione Lombardia; Comitato RIT (Residenza
Integrata al Territorio); Consiglio Regione Lombardia; Coop. Lambro;
Delegazione Caritas Regione Lombardia; FISH Lombardia;
Fondazione Aquilone Onlus; Fondazione Don Carlo Gnocchi Onlus;
Fondazione Idea Vita; Istituto Sacra Famiglia; Ledha Milano; MoVI
Lombardia; Olre noi … la vita; Opera Diocesana San Vincenzo;
Società San Vincenzo De Paoli; V.S.P. Bruzzano-Onlus.
premessa
L’Anffas
Lombardia Onlus, La Caritas Regione Lombardia e altre
significative Associazioni lombarde; hanno realizzato e
sottoscritto un importante e significativo documento regionale sul
tema della persona disabile e in particolare sul processo
di presa in carico della persona disabile ovvero l’insieme di
attenzioni, d’interventi e di condizioni, organizzative e
giuridiche, che per l’intero arco della vita della persona ne
garantiscano i suoi bisogni relazionali, economici, culturali. Si
tratta di un documento sul quale bisogna discutere e tentarne la
massima diffusione, ad ogni livello, per l’alto profilo
dell’analisi presentata su temi e prospettive che dobbiamo cercare
di portare all’attenzione di tutti.
La
riflessione è stata realizzata a partire dai principi di tutela dei
diritti della persona e della sua famiglia e della valorizzazione
del contesto umano e familiare, delle formazioni sociali, secondo il
principio di sussidiarietà sociale secondo il quale lo Stato
riconosce e sostiene l’iniziativa delle formazioni sociali e dei
corpi intermedi nelle loro azioni finalizzate al bene comune, alla
solidarietà e alla corresponsabilità.
L’orizzonte
del presente documento riscopre la dimensione etica, culturale e
antropologica della disabilità: essa interpella e convoca tutti
alla ‘presa in carico’, come compito, ufficio, dovere della ‘polis’
e, ad un tempo, sollecita ad esaminare criticamente la
corrispondenza del sistema dei servizi sociali e sociosanitari
dell’integrazione dei disabili nel sistema dell’istruzione,
dell’abitare, del lavoro.
Pieno
diritto ad una vita dignitosa
Il
documento condivide e fa propria la fondamentale urgenza, che lo
stesso Giovanni Paolo II, nel discorso del 3.12.2000 al Giubileo della Comunità con i disabili indicava “nel
diritto che ha ogni uomo e ogni donna disabile, in qualunque Paese
del mondo, ad una vita dignitosa. Non si tratta solo di soddisfare
determinati bisogni, ma più ancora di vedere riconosciuto il
proprio desiderio di accoglienza e di autonomia. E’ necessario che
l’integrazione diventi mentalità e cultura, e al tempo stesso che
i legislatori e i governanti non facciano mancare a questa causa il
loro coerente sostegno”.
Livelli
essenziali ed esistenziali delle prestazioni
Questi
principi, nella riflessione proposta dal documento, implicano
espressioni comunitarie e politiche sociali per la disabilità che
segnalino e riconoscano i fattori di priorità che determinino
condizioni positive e una cultura propizia ad una relazione
d’aiuto per un divenire esistenziale della persona disabile
accettabile e dignitoso. Vorremmo
qui, anche se brevemente, indicare i livelli
essenziali ed esistenziali delle prestazioni segnalati nel
documento quali fattori ineludibili per un autentico welfare
che realizzi una autentica prospettiva di legami umani e affettivi,
solidi e responsabili.
In
primo luogo, la presenza di un progetto
di vita, che riduca la sofferenza e la solitudine, l’angoscia
e la fatica; in secondo luogo, adeguati luoghi
e spazi di vita che permettano relazioni umane significative e
una chiara percezione di un reale senso della vita personale. La
vivibilità del contesto però comporta anche un idoneo contesto
riabilitativo: infatti, senso e valore della propria esistenza
significano attenzione e cura verso se stessi e gli altri. Infine,
il documento sottolinea la continuità
del sé, spesso minacciata dal rapido cambiamento delle
situazioni esterne che inducono la persona disabile a mantenere la
propria debole immagine – talvolta così è vissuta.
Alcune
proposte
In
coerenza con quanto finora detto, il documento presenta alcune
proposte-urgenze ponendole come richiesta ed esigenza al legislatore
regionale e a livello territoriale andrebbe attuata una gestione dei
Piani di Zona e dei programmi di Attività Distrettuali
nell’ambito di un’unica strategia e la costituzione di una porta
unitaria di accesso ai servizi sociali e sociosanitari (il
riferimento normativo è il Piano Sociale Nazionale – D.P.R. 3
maggio 2001). Proposte davvero utili e interessanti : l’urgenza
di reale riconoscimento dei diritti di ogni uomo e di ogni donna
disabile ad una vita degna e quindi garantire il diritto allo
studio, al lavoro, alla casa, all’abbattimento delle barriere
(anche, e forse soprattutto, antropologiche); l’urgenza di promuovere una cultura del riconoscimento del
desiderio esistenziale all’accoglienza e all’autonomia di ogni
disabile e non solo dell’appagamento settoriale di bisogni; l’urgenza di promuovere la ricerca scientifica, che possa
garantire ogni forma di prevenzione primaria, secondaria e terziaria
dell’evento lesivo; l’urgenza
di promuovere la tutela della salute, soprattutto in quelle forme
dove il curare non può garantire il guarire, dove non è possibile
liberarsi dalla disabilità, ma occorre liberare le potenzialità,
con adeguate ricerche e sperimentazioni, che ogni handicap non potrà
mai cancellare; l’urgenza
di tutelare, per i genitori, il “tempo dopo di noi”, che
consente al padre e alla madre di vedere il proprio figlio
consegnato all’attenzione e alla cura, garantite dal vivere
civile, già nel “durante noi”, come effettivo e reale diritto
di cittadinanza.
Conclusione
In
breve, handicap non è parola ultima dell’esistenza. La parola
ultima è consegnata alla solidarietà e alla fraternità, al
diritto soggettivo e alla tutela - lo ricordava Giovanni Paolo II
nel già citato Giubileo delle Comunità per disabili – attraverso una serie di
proposte e punti programmatici da proporre a tutti gli interlocutori
per la realizzazione di effettivi interventi sulla disabilità .
MANZI
Antonio – Direttivo Anffas Onlus di Paderno Dugnano
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Conferenza
sul tema al 30-09-2004
ANFFAS onlus PADERNO
Dugnano
ANFFAS onlus
BOLLATE - NOVATE
con il patrocinio dell'Amministrazione di Paderno Dugnano
I
N V I T ANO
30
SETTEMBRE 2004
ALLE ORE 21
presso
la VILLA GARGANTINI
ad una serata sul tema
La
Persona disabile - La presa in carico, vita autonoma
e sistema dei servizi
Saranno
presenti come relatori :
·
Del Vecchio Cesarina, Presidente dell’Anffas
regionale
·
Borghi Silvia, Caritas
Regione Lombardia.
·
Molteni Massimo, Direttore sanitario Istituto Nostra
Famiglia di Bosisio Parin
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Referenti:
ANFFAS Onlus BOLLATE/NOVATE Tel. 02-3545 492 * Anffas Onlus Paderno
Dugnano tel. 02-9904 2933
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